Pagine

Con la gentile collaborazione, come correttrice di bozze, di Francesca

giovedì 18 aprile 2013

Kohl il "dittatore"

Sotto la guida di Helmut Kohl, Cancelliere dal 1982 al 1998, la Germania fu protagonista di due grandi eventi del secolo scorso: la riunificazione con la Germania dell'est e la nascita dell'Euro. E, proprio su questo secondo tema, Kohl fece alcuni anni fa delle dichiarazioni inedite.
In un'intervista rilasciata nel 2002, ma resa pubblica solo pochi giorni fa (qui il testo integrale), costui affermò: «Sapevo che un referendum sull'adozione di una moneta unica non sarebbe mai passato in Germania. Questo era scontato. Non ce l'avrei fatta a vincerlo». Ed è per questo, continua Kohl, che «ho agito come un dittatore» - imponendo l'entrata nell'Euro alla Germania. E questo perché, chiarisce l'ex Cancelliere, «nazioni con una moneta unica non entreranno mai in guerra tra di loro. Una moneta unica è più che qualcosa con cui pagare». D'altronde, «è così che funziona la democrazia rappresentativa. Qualcuno deve prendersi la responsabilità di alzarsi e dire come devono andare le cose mettendo in gioco la propria esistenza e raccogliendo il consenso indispensabile all'interno del proprio partito. Io ho legato la mia intera esistenza a questo progetto politico».
Ora, fermo restando che Kohl in questo caso agì con l'idea di prevenire altre guerre in Europa e il proposito di fare il bene del suo Paese, vorrei farvi riflettere su quanto queste parole mettano in luce la potenziale pericolosità del sistema democratico-rappresentativo, in questo caso, non meno di quello monarchico, dove a decidere è uno solo.
Non è detto, infatti, che le élite chiamate a prendere decisioni politiche nelle moderne democrazie vogliano, o sappiano, sempre agire nell'interesse dei cittadini. Potrebbe darsi il caso, come regolarmente avviene, che questi governanti decidano di muover guerra ad altri paesi, magari anche aggirando norme costituzionali che lo vietano esplicitamente (vedi art. 11 della Costituzione italiana). In questi casi, dato il potere loro demandato dal popolo, pochi individui potrebbero portare un paese al disastro.
Invece, pensate che, se fossero i cittadini a poter decidere di far guerra ad un altro paese - attraverso un referendum per esempio -, sarebbe ancora possibile parlare di conflitti nel mondo?

Nessun commento:

Posta un commento

Licenza Creative Commons
Il Blog di Luca Fiordelmondo by Luca Fiordelmondo is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported License.